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Cooperazione: meno business, più “comunitas”.

Per quanto “vogliono” inculcarci l’idea che la competitività sia complementare e non in antitesi alla cooperazione, chi lavora nel non profit sa perfettamente che così non è.

La competitività e il business non possono essere la faccia della cooperazione”: è la frase cardine ma anche riassuntiva delle 32 aggregazioni CIPSI, tra cui IMAGINE che si sono riunite in Assemblea a Bologna il 30 Maggio nel 30°mo anno della fondazione. L’assemblea si riunisce per lanciare un appello forte e corale, “Non annacquare la cooperazione”, affinchè trasparenza e distanza da ogni tipo di interesse siano le facce uniche e autentiche di una nuova politica di convivenza mondiale. ”Facce” che purtroppo non abbiamo visto nelle procedure di assegnazione bandi di assegnazione di progetti sociali e di cooperazione a causa delle troppe interferenze del profit nel non profit, della competitività e del Business nella “Comunitas”.

Le associazioni, tutte, non devono garantirsi il lavoro e il loro futuro con i progetti perché si rischia di cambiarne radicalmente l’identità e le finalità. Piuttosto devono fare dei progetti gli strumenti del cambiamento e della soluzione dei problemi.

Basta con i progetti che servono più alle associazioni che ai poveri” ha affermato Guido Barbera Presidente CIPSI, “nella cooperazione e nel sociale non possiamo permetterci né la logica della negoziazione, propria del mercato, né quella del comando, propria dello Stato”.

Per “non annacquare la cooperazione” serve la volontà di tutti, serve uscire dall’”ego” e pensare insieme alla “comunitas”.