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Venerdì 24 Aprile – Volo di ritorno

Hanno poco, gli manca tutto, molti vivono in case di fango, per tanti l’igiene è precaria, vivono dell’essenziale e spesso non hanno neanche quello. Le strade sono piene di polvere, c’è una sola strada asfaltata. Hanno segni visibili della scarsità di cibo, incidenti, segni della guerra recente di cui non vogliono parlare per non riaprirne le ferite ancora profonde, hanno paura che tutto possa riaccadere, nuovamente.

I bambini da grandi vogliono fare i preti e le suore perché pensano che così hanno più possibilità di vivere e studiare; ho conosciuto però alcuni studenti preparatissimi in matematica, informatica e storia, come pure molti infermieri e medici che parlano con competenza, che conoscono i veri bisogni della popolazione locale. Le stanze degli ospedali sono orribili, non ci sono neanche tutti i farmaci essenziali, i centri di cura sono pochissimi, l’attrezzatura è rudimentale e scarsa: un parto è sempre una grande incognita, il ricorso all’ospedale per qualsiasi altro problema lo è altrettanto.

Volo via, prendo l’aereo…ma non posso non riconoscere di essermi affezionato a questa gente, alle loro storie e alla loro voglia di fare tanto. Hanno forze ed energie incredibili di chi sogna un mondo migliore. Mi porto a casa questa energia e determinazione… I congolesi si danno da fare con pochissimo e passo dopo passo in questi anni si sono faticosamente ripresi la loro vita.

La strada è ancora lunga, ma l’Africa e, nello specifico, questa regione geografica (Ruanda, Repubblica Democratica del Congo, Kenya ed Uganda) è in corsa! Noi siamo decisi a sostenerli e a correre al loro fianco.

À la prochaine, Bunia!