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Sabato 18 Aprile – Accoglienza congolese..e la forza del co-operare

In arrivo a Bunia ricevo una incredibile accoglienza: Dally, coordinatrice Imagine dei progetti a Bunia, Alain, medico e punto di contatto Imagine con la Caritas di Bunia, il nostro partner locale per i progetti a Lita. Incontro anche Suor Cecile, capo dei progetti di intervento sanitario della Caritas di Bunia.

Con Suor Cecile ho avuto una bella conversazione, proprio all’inizio della missione. Abbiamo ragionato sul senso della cooperazione…anche tra due posti così distanti.

Nel salutarci lei esclama: “On est ensemble, aussi si on est sèparè”, dice…anche se non siamo assieme fisicamente, nello stesso luogo, anche se lontani, siamo comunque “assieme” e possiamo fare tanto, possiamo cooperare. In francese e con il suo sorriso è tutta un’altra storia.

E’ proprio il co – operare di Imagine, operare insieme  in partenariato che aiuta e ci aiuta, è l’unica strada verso il bene comune.

Durante la giornata conosco Deo Gratias, un ragazzo che si trova a fare l’autista a me e Dally per questa missione. E’ uno studente alla facoltà di Economia. Parliamo, dunque, e ci confrontiamo molto sulle prospettive di lavoro di chi studia economia (gli do qualche dritta).. Parliamo poi delle lingue (in Congo conoscono almeno 3 lingue oltre il francese)…di storia….e di “storia del Congo”.

“Quant’oro c’è qui in Congo non puoi immaginare….qui hanno dei macchinari così all’avanguardia da perforare il terreno con un buco e andare dritti dove c’è la pepita d’oro per prenderla….poi però arrivano gli aerei da chissà dove…scendono, raccolgono…e vanno via”. Allora io tra una domanda ed un’esclamazione, e con fare provocatorio dico: “dunque rubano?!”…E lui mi risponde “No Davide, non rubano niente….è così.”

“Potremmo essere i più ricchi dell’Africa, potremmo…ma non lo siamo, è così”.

Nei suoi occhi ho letto la rassegnazione e l’autoconvicimento di chi si sente schiavo di una situazione che mai potrà cambiare, di un paradosso cosi chiaro quanto insormontabile (povertà e miniere d’oro).

La stessa rassegnazione l’ho colta alla domanda sul cosa avrebbe fatto per il weekend. Qui i giovani congolesi non hanno grande scelta: non hanno una palestra…un cinema…una piscina… e non hanno la possibilità di poter arrivare a Goma la città più vicina a Bunia, per poter usufruire di queste “cose”, la maggior parte di loro non ha la macchina e poi qui il problema più grande è la sicurezza…soprattutto per le ragazze.

…E comunque la palestra, una sala con delle macchine per i pesi è facile da realizzare, ed anche un cinema…anche nello stesso locale!…